Tramonta un rapporto che durava, più o meno, da 6 anni. Tramonta per paura che sia qualcosa di più. Tramonta per sfinimento. Tramonta per egoismo. Tramonta perché non si può riversare la propria frustrazione sulle persone a cui vuoi bene. Tramonta perché non puoi fare la cosa che ti è stato chiesto di non fare mai per nulla al mondo, dalla persona a cui tieni di più. Tramonta perché devi sempre chiederti come sarebbe la situazione a parti invertite. Tramonta perché se non hai più la sensibilità di non uccidere chi vuoi bene con le parole, allora è veramente finita, per sempre.
Però è dura, perché da parte mia c’è stato sempre il massimo possibile, mentre dall’altra parte no, ammesso candidamente.
La paura che sfoci in qualcosa di più dev’essere una cosa veramente enorme, tanto da farti allontanare dalle persone a cui si vuole più bene. Come se tutto questo dovesse servire a frenare questo fantastico meccanismo. Se ci si vede poco allora non ci si innamora. Lineare. Bellissimo. Squallido.
Tramonta un rapporto con una persona che se conosci al 99% e credi che sia il 100% allora te ne innamori (e glielo scrivi su un biglietto che alleghi ai fiori per la festa della donna), ma quando scopri anche l’ultima minima parte, essa sarà il microscopico ago che ti buca il cuore e goccia dopo goccia, è solo questione di tempo, lo svuoterà con perseveranza incredibile. Dicendoti peraltro, che lo fa perché ti vuole bene. E tu, fin poco prima di morire, le credi e ci riprovi, ma lei l’ago non lo toglierà mai.
Diciamo che non lo fa apposta, ma il risultato non cambia. Ho notato anche che non ha la minima idea di quali atteggiamenti mi diano fastidio e quali no, quali cose proprio non sopporto e quali mi fanno tanto piacere. Mi viene da pensare che si, in realtà c’è affetto in entrambe le direzioni, ma nient’altro. Si, affetto, tipo quando ripensi alle superiori e così, fantasticando tra te e te pensi che provi affetto per l’uno o per l’altra ex compagno di classe. Simpatia, ecco.
Le persone che si frequentano normalmente si danno appuntamenti e tendono a rispettarli e il non rispettarli implica l’essere maleducati se lo si fa con tutti, o il disinteresse verso quella persona se lo si fa solo con qualcuno. E’ di cattivo gusto tenere gli altri sempre sulle spine, chiedere se ci si vede alle 20.40 per le 21.15, specie se il giorno prima ci si è dimenticati di dire se ci si vede o meno. Questo perché dopo qualche tempo che tratti così le persone, per quanto affetto possano provare per te poi si stancano, si stancano di vivere con la speranza che una persona risponda loro di si, che lo faccia in tempo utile, oppure ci si stanca anche di dire agli altri – veri – amici che casomai vi raggiungo dopo, non so se vengo, ti faccio sapere. Si, per tentare di vedersi ogni tanto è necessario dire le frasi che io stesso odio sentirmi dire dai miei amici, le frasi scazzo, quelle che trasudano disinteresse e noia, frasi per le quali ti viene da mandare un po’ tutti a cagare.
Hai anche lasciato il lavoro che tanto ti piaceva per avere modo di vederci di più e dati alla mano, hai visto che non è cambiato nulla? Puoi però capire una cosa da questo fatto, cioè che il lavoro non centra nulla, come non centrano gli esami, gli impegni, gli imprevisti, i genitori che brontolano.
Ma non ti preoccupare, quello che c’è tra noi non cambia…
Ci sono momenti in cui si è soli. Fondamentalmente, si è sempre soli, ma se a far casino si è in tanti allora è facile coprire i propri pensieri. Ogni tanto però si incontrano altri esseri in perfetta sintonia con noi, talmente perfetta che per il ben noto fenomeno della risonanza, dopo qualche tempo si disintegra completamente il sistema che si credeva essere stabile, proprio perché maledettamente sincronizzato.
Un altro giorno quasi insignificante, perché senza di Lei, sta per finire. Chissà quale sarà l’ultimo di questa serie, o perché cominceranno ad essere con Lei, o perché acquisteranno significato anche senza Lei.