Tramonta
Tramonta un rapporto che durava, più o meno, da 6 anni. Tramonta per paura che sia qualcosa di più. Tramonta per sfinimento. Tramonta per egoismo. Tramonta perché non si può riversare la propria frustrazione sulle persone a cui vuoi bene. Tramonta perché non puoi fare la cosa che ti è stato chiesto di non fare mai per nulla al mondo, dalla persona a cui tieni di più. Tramonta perché devi sempre chiederti come sarebbe la situazione a parti invertite. Tramonta perché se non hai più la sensibilità di non uccidere chi vuoi bene con le parole, allora è veramente finita, per sempre.
Però è dura, perché da parte mia c’è stato sempre il massimo possibile, mentre dall’altra parte no, ammesso candidamente.
La paura che sfoci in qualcosa di più dev’essere una cosa veramente enorme, tanto da farti allontanare dalle persone a cui si vuole più bene. Come se tutto questo dovesse servire a frenare questo fantastico meccanismo. Se ci si vede poco allora non ci si innamora. Lineare. Bellissimo. Squallido.
Tramonta un rapporto con una persona che se conosci al 99% e credi che sia il 100% allora te ne innamori (e glielo scrivi su un biglietto che alleghi ai fiori per la festa della donna), ma quando scopri anche l’ultima minima parte, essa sarà il microscopico ago che ti buca il cuore e goccia dopo goccia, è solo questione di tempo, lo svuoterà con perseveranza incredibile. Dicendoti peraltro, che lo fa perché ti vuole bene. E tu, fin poco prima di morire, le credi e ci riprovi, ma lei l’ago non lo toglierà mai.
