Oggi è finito un rapporto. Mi è arrivato questo messaggio e mi è stato chiesto di salvarlo e rileggerlo ogni tanto. Diciamo che questo è una specie di ultimo desiderio… io lo copio qui.
Qst lo capisco benissimo infatti x quello non sto cercando scuse o cose varie… il nostro rapporto si è spinto troppo oltre, tanto da non essere più capaci di tornare indietro… non siamo in grado di vivere un’amicizia… quindi per quanto mi faccia male è giusto che ognuno prenda la sua strada… ho provato a tenerti fino a stremarti… e l’egoismo mi ha impedito di accorgermi che dovevo fermarmi prima…e son arrivata a portarti all’odio… ma solo per un motivo…non accettavo di perdere la persona più importante della mia vita…i morosi le amiche vanno e vengono…tu non sei mai passato…perché sei sempre stato più importante…
Vita quotidiana
Era da qualche tempo che desideravo un flash da studio, di quelli con l’ombrellino per intenderci, quelli che usano i fotografi quando devono farvi le fototessere. Finalmente sono riuscito ad acquistarne uno mettendo via un po’ di risparmi, mance di compleanno e piccoli ricompense per foto fatte in qualche locale. Perché un flash? Beh, il motivo è presto detto: io adoro fotografare e per fotografare serve la luce. Se tu la luce ce l’hai in testa ma non riesci a crearla come desideri perché non hai un mezzo per farlo, allora puoi essere il fotografo più bravo del mondo ma non combinerai granché. Non che io abbia tali ambizioni, per carità, ma già dai primi scatti col giocattolo nuovo vi posso assicurare che la differenza è… come tra il giorno e la notte, per usare paragoni fotonici. Vi presento il mio Bowens Gemini 400


Già che ci sono, vi mostro anche uno dei primi esperimenti di oggi. E’ un autoritratto.

Fotografia, Vita quotidiana
Sono appena stato al compleanno di un mio caro amico e tornando indietro in macchina ho percorso quasi tutta strada dritta, pochissime curve. Piove, piove non troppo forte ma oggi pomeriggio veniva già a dirotto e ora sembra quasi che sia pioggia calma anche se è pioggia e basta. Di notte poi le strade quando piove ti danno fastidio i fari degli altri anche se non sono abbaglianti perché fanno un riflesso che quasi raddoppia la luce che t’arriva negli occhi, poi non vedi più le linee bianche ed è tutto un casino. Tutti ottimi motivi, se ce ne fosse bisogno, per andare piano, mettersi comodi, alzare il volume a manetta e lasciare scoprire con piacere che i Prodigy hanno ancora i loro suoni, i loro ritmi che comunque evolvono nel tempo, ma hanno il solito sapore quasi tribale, a tratti però molto tecnologico ed elaborato a tratti una sola voce o una tromba che ti fanno venire la solita, piacevolissima pelle d’oca. Tutto questo mentre arrampico pigramente la Volvo fin sopra un piccolo cavalcavia e la natura mi regala un suo ennesimo spettacolo.
Anche se con qualche difficoltà ho passato Fisica 2 ad ingegneria quindi presumo di sapere qualcosina su cosa sono i fulmini, come si creano e perché. Quello che sappiamo oggi sui fulmini non è nemmeno paragonabile a quello che sapeva un greco che pensava fossero oggetti scagliati da Zeus quando gli giravano i chitarrini. Tutta la nostra scienza però, del quale io sono notoriamente un grande estimatore, non attenua neanche un po’ il piacere, la bellezza e la grandiosità che sento quando una serie di scariche elettriche viola e arancioni si fanno qualche centinaio di metri nel cielo con un percorso simile ai rami di un albero, prima di scaricarsi a terra chissà dove. Pennellate violente, veloci, dure e secche di colore intenso, saturo, che dipingono il cielo nero fatto blu per la gran luce a giorno. E’ uno spettacolo per cui non serve biglietto, è la natura.
La descrizione dei fenomeni naturali è la fisica. L’adorazione della loro bellezza è la mia religione.
Divertimento, Vita quotidiana
fisica, fulmini, religione