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Calendario Mr Due Lune @ Mojito
Da questo link è possibile scaricare lo .zip delle foto della serata.
Grande notte dei calendari, modelli e modelle in passerella
(M.C.) Modelle e modelli in passerella venerdì sera nella ristodiscoteca Mojito di Mellaredo accomunati dall’essere protagonisti di vari calendari del 2009. Una “par condicio” della bellezza quella de “La grande notte dei calendari” che ha visto sfilare le modelle del calendario Miss Tatuaggio invitante by Mojito (www.mojitonline.it), ideato da Mauro Casarin con foto di Paolo Tosetto, i dodici protagonisti del calendario Mister Due Lune e Una Stella, nato da un’idea di Enrico Pegoraro con foto di Luigi Pietro Scantamburlo (www.pietroskanta.altervista.org) con la collaborazione di Massimo Rizzo, Davide Ferro, Marco Perin e Jessica Nardo, ed ancora la biondissima Erika Tamàs protagonista dei dodici mesi proposti dal centro solarium di Padova Art of Beauty e fotografata, con alcuni scatti audaci, da Klinszk Gàbor e, non bastasse, ecco due dei dodici protagonisti del calendario de “I modelli dello Zodiaco”, calendario ufficiale dei Malemodel (www.malemodel.it). La serata è stata presentata da Monica Pitter e Fabiola Dalla Bona. Modelle e modelli, dopo aver sfilato, hanno regalato i calendari non prima di averli autografati per la gioia dei molti fan, soprattutto ragazze, ammaliate dalla bellezza dei bei ragazzi. Gli scatti più belli della serata si potranno ammirare nel sito del Mojito.
Giorno, un altro ancora
Un altro giorno quasi insignificante, perché senza di Lei, sta per finire. Chissà quale sarà l’ultimo di questa serie, o perché cominceranno ad essere con Lei, o perché acquisteranno significato anche senza Lei.
Chissà, chissà.
Razzismo
Ieri pomeriggio tornavo dall’università in autobus verso le 17.00. Volevo stare sulle mie, stanco della giornata di studio, provato da problemi di cuore (non cardiaci
proprio di cuore!) e con un sottile mal di testa. Ad una fermata sale una ragazza di colore con tanto di figlio in braccio e si siede di fianco a me, occupando un più del suo posto. Ok, mister Pregiduzio si incazza nel suo intimo e si chiede perchè proprio li doveva sedersi, si chiede se anche lei sente di non essere profumata come una rosa e se si, si chiede come mai non le dà fastidio. Ringraziando Apple per aver creato iPod, alzo una tacca il volume e cerco di sonnecchiare fino alla mia fermata. Il bimbo continua a muoversi, lo sento anche senza aprire gli occhi perchè il braccio della madre è talmente incastrato nel mio piumino che ogni suo respiro diventa automaticamente mio. Dopo qualche tormentato minuto, quando avevo quasi raggiunto la pace interiore, sento qualcosa che mi tocca la borsa che tenevo sulle ginocchia, apro gli occhi ed è il bimbo che fa il funambolo. S’era incuriosito all’aggeggio nero e specchio che tenevo in mano, e ha deciso bene di togliermi il jack delle cuffie. Credo di averlo guardato come nessuno al mondo vorrebbe essere guardato da me: è stata una raezione istintiva. Incrocio lo sguardo del bimbo e capisce, il mio sguardo non lascia spazio ad interpretazioni. Poi, spiazzante, mi fa “eeee! Tieni!” e mi porge il jack bianco, sulla sua manina nera, goffa, come quella di qualsiasi altro bambino della sua età: è riuscito a strapparmi un sorriso, un sorriso che sulle labbra si è spento poco dopo ma che dentro mi è rimasto per ore. Guardo la madre e anche lei mi guarda, dicendo “anche a casa fa sempre così”.
Un bambino può farti capire che sei una merda senza dirtelo, ed è più efficace di ogni altro adulto al mondo.
Polaroid – So Damn Beautiful
So Damn Beautiful
Poloroid
What do you think of me?
Are you quite proud of this make-believe
The come down, that hangs around everything
You can admire in that girl
She’s so.. damn.. beautiful
What do you see in me?
Are you quite proud of this make-believe
The feelin’ that hangs around everything
You once admired in that girl
You’re so.. damn.. beautiful
I will see you rise again
And I will feel you fly again
You’re so wonderful
I will be there by your side
You’re so wonderful
I will be there by your side
You’re so damn beautiful
You’re so damn beautiful
What do you see in me?
Are you quite proud of this make-believe
The feelin’ that hangs around everything
You once admired in that girl
You’re so damn beautiful
Beautiful, beautiful, beautiful, beautiful
Beautiful, beautiful, beautiful, beautiful
I see before the race you’ve run
And jump ahead too far
Your laughing eye again
You’re so damn beautiful
You’re so damn beautiful
Beautiful, beautiful, beautiful, beautiful
Differenze

bracciali
Solo ora capisco quale sia la vera, enorme differenza tra questi due bracciali.
Mplayer e MacOSX
Finalmente ci sono arrivato
dopo tanto smanettamento inutile, come al solito le cose sono o molto più difficili o molto più facili di quello che sembra. In questo caso, fortunatamente, è la seconda
Ecco come installare MPlayer su MacOS per poter usare la mia adorata funzione di dumping degli streaming: significa che grazie a MPlayer è possibile registrare il file originale di audio o video che sono disponibili solo in streaming, come questo.
Copio direttamente da wiki-Ubuntu:
- Per prima cosa, scaricare i sorgenti di MPlayer:
svn co svn://svn.mplayerhq.hu/mplayer/trunk mplayer
- Spostarsi nella directory creata:
cd mplayer
- Eseguire i seguenti comandi:
./configure make sudo make install
Crudeltà
Ora mi sento bene. E’ fantastico e terribile allo stesso tempo. Riassumiamo i fatti in modo grossolano:
- una persona mi ha portato, grazie al suo agire (riconosciuto pessimo da sé stessa) prossimo ad una straziante disperazione,
- ho provato in tutti i modi a farmela passare, ma ogni volta che vengo a contatto con la persona, la disperazione si avvicina di pari passo,
- questa sera ho parlato di persona con questa persona (evento raro, tra l’altro) e mi ha fatto un gran regalo, convinta d fare la cosa giusta per lei: mi ha detto che posso dirle tutto quello che penso senza alcun filtro.
Sicuramente peccherò di modestia, ma dare possibilità del genere a persone della mia freddezza e cultura, specie se coinvolte molto profondamente dal lato emotivo, è come offrire una corta spada ad un samurai disonorato.
Non voglio addentrarmi nei particolari, ma ho creato un perfido meccanismo tale per cui questa persona deve decidere in pochi minuti, appena svegliata dal letto, se stampare una e-mail da portare con sé (e il proprio ragazzo, tenendolo all’oscuro della lettera…) ed eventualmente se e quando leggerla. Vi assicuro che non vorrei essere al suo posto e… ora sto meglio. Se vogliamo chiamarla così, questa è una piccola vendetta, per altro autorizzata, che quindi vale doppio.
Chi dice che la vendetta non serva a nulla, allora non è abbastanza intelligente da crearne una che abbia un effetto perfettamente calibrato, quello voluto. Questa notte posso dormire più tranquillo.


